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6 strategie per la gestione di un famigliare con demenza

2020-07-30 11:47

Dott.ssa Lisa Maccarone

Psicologia,

6 strategie per la gestione di un famigliare con demenza

Articolo a cura della Dott.ssa Lisa Maccarone, Laureata in Psicologia Clinica e della Salute e di Alessia Selvaggio, Laureanda in Psicologia Cognitiva.

 

Molte sono ad oggi le persone che spendono le proprie energie e il proprio tempo per prendersi cura di un proprio famigliare anziano con demenza.

Nel corso del tempo le risorse cognitive, emotive e fisiche del caregiver vanno man mano scemando, ritrovandosi spesso in situazioni di forte stress che vanno ad interferire con l’equilibrio del rapporto di coppia assistente-assistito.

Il più delle volte la demenza porta il proprio famigliare a diventare apparentemente ingestibile e violento ed a far sentire il caregiver inerme ed impotente.

 

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Di seguito, quindi, riportiamo alcune strategie utili per diminuire il più possibile le condizioni di tensione e affaticamento e favorire una relazione di alleanza tra caregiver e assistito:

 

  • Interagire con l’assistito anche se non sembra reattivo. Molte volte pensiamo che l’anziano non ci stia prestando attenzione, in realtà sta recependo molto più di quanto crediamo. Dunque, per poterlo stimolare a livello cognitivo e farlo sentire ancorato alla realtà potreste leggere per loro articoli di giornale, dei libri o anche raccontargli della vostra giornata.

 

  • Stimolare l’autonomia dell’assistito. Se è nelle condizioni fisiche e mentali di svolgere attività casalinghe è giusto invogliarlo a fare ciò che riesce a fare, seppur guidato. Bisogna però fare molta attenzione a non prendere il suo posto! Se la persona di cui ti prendi cura è in grado, può affiancarti per le faccende domestiche più semplici come rifare il letto, spolverare etc.

 

  • Favorire l’interazione con i bambini in quanto apportano ricchezza reciproca e riattivazione nella cura di sé e dell’altro. Difatti, grazie alla presenza dei neuroni specchio che non si limitano alla semplice imitazione dei gesti osservati ma stabilisce uno scambio comunicativo che consente all’anziano di riuscire a recuperare diverse competenze emotive.

 

  • Dedicare del tempo all’ascolto della musica o al ballo poiché attraverso alcuni studi (vedi approfondimenti) è stata osservata una riduzione di ansia e irritabilità;

 

  • NON URLARE! per comunicare in modo efficace con una persona con demenza è opportuno utilizzare un tono di voce pacato e basso.

 

  • CHIEDI AIUTO. Informarti sulle attività ed i servizi presenti nella propria rete territoriale che possano aiutarti ad alleggerire il carico assistenziale.

 

Queste strategie sono valide per favorire una buona qualità della vita sia del caregiver che dell’assistito. Infatti un anziano più autonomo lasciano il caregiver più libero di “pensare e muoversi” in modo da reintegrare le energie spendibili nella relazione di cura.

 

 

 

Dott.ssa Lisa Maccarone

Laureata in Psicologia Clinica e della Salute

Alessia Selvaggio

Laureanda in Psicologia Cognitiva

 

 

 

Per approfondimenti:

University of Utah Health. (2018). Music activates regions of the brain spared by Alzheimer's disease. ScienceDaily

Pedersen, SKA, et al. (2017). Effects of Music on Agitation in Dementia: A Meta-Analysis. Frontiers in Psychology

 

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