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Il valore di un ricordo - Un insieme di emozioni contrastanti

2020-10-12 10:04

Dott.ssa Maria Michela Ciciola

Psicologia,

Il valore di un ricordo - Un insieme di emozioni contrastanti

Articolo a cura di Dott.ssa Maria Michela Ciciola, Laureata in Psicologia Clinica e Della Salute

Gabriel Garcia Màrquez scriveva: “La vita non è quella vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla”. Prova ad allontanarci dal passato, con ombre; invece bisogna che ognuno si conceda un momento per visitarlo. Senza alcun rimpianto, il ricordo va coltivato, senza sprecarlo.

Sprecare un ricordo è come sprecare un pezzo di vita.
A volte non conoscerai mai il valore di un momento finchè non diventa un ricordo.

-Dr Seuss-

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E’ vero non possiamo vivere di ricordi, ma nonostante questo i ricordi ci aiutano a vivere. Oggi la psicologia tende ad attribuire al ricordo una funzione più affettiva ed emotiva. Ma che cos’è un ricordo? E’ una emozione forte che resta per sempre nel cuore, è una cosa che non puoi vedere, non puoi sentire ed è così grande da non poterlo distruggere. Il ricordo rappresenta la nostra storia, la nostra memoria. In alcune fasi della vita può diventare una trappola per l’esistenza. Quando pensiamo ad un ricordo possiamo pensare alle onde del mare, vanno e vengono, ci portano ad avvicinarci ad un momento vissuto nel passato; una voce, un suono, un sapore. Possiamo parlare di ricordi in molteplici situazioni. Abbiamo tutti vissuto momenti che ci hanno reso felici, ma arriva un momento in cui questa felicità viene meno; finisce l’amore.

Come si può fare in modo che un ricordo smetta di fare male? Ciò che è necessario fare è prenderne consapevolezza che esiste, non sopprimerlo e non cercare di rimuoverlo in maniera forzata, questo porta solamente ad un senso di frustrazione. Quello che è fondamentale fare è dare a questo ricordo un nuovo valore e integrarlo nella nostra esistenza senza che provochi dolore. Cancellare un ricordo è una cosa impossibile, è opportuno riflettere sul valore che ha per noi quel ricordo, cosa fa ancora male di quel ricordo. Abbiamo tutti la possibilità di elaborare un ricordo per evitare che lo stesso assuma un controllo su di noi. D’altronde se un ricordo fa male, è avvenuto, è vivo dentro di noi. E il ricordo dopo la fine di una relazione d’amore? Quando finisce un amore, i ricordi diventano profughi, si comportano in modo atipico, si trasformano per sopravvivere a loro stessi. Spesso il ricordo diventa un peso ingombrante, un vero e proprio disturbo ossessivo; la persona è totalmente invasa, non vive più, resta intrappolata in sé stessa. Come superare questi momenti? Dopo ogni situazione che ha portato ad un tipo di malessere interno, bisogna prendersi del tempo.

 

Questa situazione comporta cambiamenti a livello fisico, mentale e comportamentale. Ciò accade anche dopo un evento traumatico; si innesca un processo di guarigione che varia da persona a persona. Un momento fondamentale viene considerato quello in cui si è in grado di ricordare il passato senza provare alcun dolore. Quando si vive l’esperienza di un trauma, la causa in alcuni casi non è molto chiara, bisogna scoprirla e partire da lì con un lavoro terapeutico; in modo da poter trovare l’origine del disagio emotivo e superare un ricordo traumatico. Vivere un trauma, una situazione traumatica, la fine di una relazione (che sia di amicizia, di amore), un cambiamento interno; sono tutte condizioni che ci portano ad affrontare un percorso dove mettiamo in gioco la nostra persona in tutte le sue sfaccettature. E così fino ad arrivare a raggiungere uno stato di iniziale benessere; dove il tempo passato resti un ricordo ma un ricordo che “non fa male”, un qualcosa come un punto di inizio da cui ripartire per trovare all’interno la forza per continuare, e un processo di crescita personale, interna. Abbiamo tutti vissuto momenti che ci hanno portato ad essere felici.

 

 Come l’emozione agisce sul ricordo? Gli psicologi tendono a sottolineare che tutti i nostri ricordi sono in stretta relazione con le nostre emozioni; infatti quando portiamo alla mente un determinato ricordo, con esso richiamiamo anche le emozioni provate in quel momento.

Un ricordo amaro porta con se emozioni negative, all’opposto invece un ricordo dolce porta una pace interna venuta meno.

Bower ha identificato dei modi in cui l’emozione incide sul ricordo. Il primo si basa sulla mediazione dell’attenzione; solitamente tendiamo ad avere più attenzione per gli stimoli emotivi di rilievo. Le emozioni si attivano dalle discrepanze tra un dato evento e le aspettative ad esso legate; ed agisce solo sugli aspetti centrali dell’evento. Infatti un elevato arousal provoca un restringimento dell’attenzione, in modo da proteggere l’individuo dall’informazione distraente con una perdita di una parte dell’informazione rilevante. Il secondo modo è costituito dagli effetti di congruenza e stato dipendenza. L’effetto di stato dipendenza si basa sul connettere l’emozione al momento dell’apprendimento e al momento di recupero; implica il confronto tra lo stato emotivo al momento della formazione della traccia mnestica e lo stato emotivo durante la rievocazione. Invece l’effetto di congruenza si basa sulla corrispondenza tra la valenza affettiva dello stimolo e lo stato affettivo al momento del recupero.

Una delle caratteristiche dei ricordi emotivi è la loro persistenza. Le emozioni sono quindi il collante dei nostri ricordi; più forte è lo stimolo emotivo durante l’evento che leghiamo alla memoria autobiografica e più intenso è il ricordo.

La poesia di Leopardi mi ha portato molto a riflettere e pensare. E’ un tema romantico, esso sviluppa il rapporto che c’è tra uomo e paesaggio notturno senza trascurare il tema di quanto un ricordo possa essere dolce e amaro per l’uomo. Leopardi si rivolge direttamente alla luna, la quale non può capire il suo tormento interiore. Inizialmente domina il paesaggio notturno verso il quale proietta la propria angoscia tornando su quel colle, un anno dopo, e vedendo la stessa luna che vide allora. Nonostante è passato tanto tempo, lo stato d’animo di Leopardi non è cambiato. Il poeta osserva la luna solo attraverso i suoi occhi vedendola sfocata e deformata a causa del suo pianto. Il dolore si ripresenta nell’incontro con la luna, non si sa qual è la causa del male che sta vivendo, un dolore immutabile di cui la luna è testimone. Il ricordo di un triste passato che si trasforma in un presente triste sembra che riesca a consolare il poeta. Nonostante i sentimenti restano uguali, il poeta si consola con il ricordo.

 

Alla luna

O graziosa luna, io mi rammento che, or volge l'anno, sovra questo colle io venia pien d'angoscia a rimirarti: E tu pendevi allor su quella selva siccome or fai, che tutta la rischiari. Ma nebuloso e tremulo dal pianto che mi sorgea sul ciglio, alle mie luci il tuo volto apparia, che travagliosa era mia vita: ed è, né cangia stile, o mia diletta luna. E pur mi giova la ricordanza, e il noverar l'etate del mio dolore. Oh come grato occorre nel tempo giovanil, quando ancor lungo la speme e breve ha la memoria il corso, il rimembrar delle passate cose, ancor che triste, e che l'affanno duri!

Giacomo Leopardi
 

Per approfondire
Zibaldone. Giacomo Leopardi; diario intellettuale.

 

Dott.ssa Maria Michela Ciciola
Laureata in Psicologia Clinica e Della Salute
Email maria01111991@gmail.com

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