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Realizzare obiettivi condivisi: la buona leadership - Da “grande uomo” a guida

2020-11-16 09:49

Dott.ssa Gelsomina Ferrari

Psicologia, La cura del tempo, Chieti, psicologia, leadership, lavoro di gruppo,

Realizzare obiettivi condivisi: la buona leadership - Da “grande uomo” a guida

Articolo a cura della Dott.ssa Gelsomina Ferrari, Laureata in Psicologia Cognitiva

In molti contesti,  lavorativi e non solo, viene richiesta la capacità di lavorare in gruppo poiché è molto importante per raggiungere risultati sia a livello personale che condiviso. Fondamentale per il lavoro del gruppo è il Leader che ha “l’onore e l’onere” di guidare il gruppo verso il raggiungimento di un risultato condiviso.

Per molto tempo la figura del leader è stata associata all’uomo forte e valoroso capace di grandi imprese (la figura del “grande uomo” ). Questa convinzione è stata poi abbandonata a favore di una visione più complessa e veritiera , quella appunto di guida.

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Il primo aspetto da sottolineare della leadership è che essa è una capacità, pertanto può essere acquisita e sviluppata. Il secondo aspetto è strettamente legato al primo, infatti essendo la leadership una capacità vi sono differenti modalità attraverso le quali poter essere un buon leader e raggiungere risultati positivi. 

 

Tali modalità riguardano tanto le caratteristiche della persona quanto il contesto nel quale agisce. Le prime fanno riferimento alla modalità personale con cui il leader si esprime e agisce. Mentre le seconde fanno riferimento all’interazione del leader con il gruppo tenendo presente i bisogni e le necessità che sono utili in un determinato contesto.  

Ad entrare nello specifico ci aiuta Goleman che distingue sei stili di leadership ovvero: stile visionario (crea un obiettivo condiviso con il gruppo e traccia la direzione  verso cui andare insieme), stile democratico (capace di valorizzare ogni singolo membro del gruppo),  stile coach (motiva il gruppo unendo i bisogni e desideri del gruppo con quelli del singolo), stile esigente (si concentra sull’obiettivo), stile armonizzatore ( custodisce l’unione evitando i conflitti), infine lo stile autoritario (trasmette la propria visione alla quale bisogna attenersi).

Un ultimo aspetto da sottolineare riguarda proprio il legame tra il leader e il gruppo, è infatti fondamentale, per una leadership di successo, creare un clima positivo all’interno del quale ognuno svolgendo il proprio ruolo viene valorizzato sentendosi parte di un “Noi”.

Il leader non agisce chiuso nella sua prospettiva personale, infatti, da quanto detto fin ora emerge che favorendo nel gruppo l’espressione di tutti i suoi membri, contribuisce notevolmente alla realizzazione dell’identità sociale, di un agire comune. Il gruppo non opera passivamente, ma agisce creando e seguendo una propria identità.

 

Concludo citando il film Coach Carter poiché propone un bellissimo esempio di leadership attraverso la storia di un allenatore di basket. Il film mostra un’leader che guardando i ragazzi come persone ancor prima che come giocatori e avendo a cuore il loro futuro li sprona a crescere e li guida verso la realizzazione di obiettivi che vanno ben oltre la vittoria di una partita, superando ogni aspettativa.

Bibliografia

S.Alessander Haslam, S.D.Reicher, M.J. Platow:  Psicologia del leader (2013)

Coach Carter (2005)

Articolo a cura della Dottoressa Gelsomina Ferrari

Laureata in Psicologia Cognitiva

email: gelsominaferrari@gmail.com 

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