Quanto ne sai della disabilità?

“Quando mi sono risvegliato senza gambe ho guardato la metà che era rimasta, non la metà che era andata persa.”

Alex Zanardi

La disabilità è un tema complesso, rispetto al quale nella storia c’è stata un’evoluzione culturale che ha comportato diversi orientamenti teorici e pratici nell’affrontare la problematica. In considerazione della rilevanza del fenomeno è necessario approcciare la disabilità non solo come problema, ma come possibile risorsa sociale.

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Cenni storici sulla disabilità

Innanzitutto è bene definire la nozione di disabilità, realizzando un excursus storico. In passato era vista in maniera negativa e altamente dispregiativa.

Nell’antica Grecia e Roma anche intellettuali e filosofi ritenevano che il diverso dovesse essere eliminato perché considerato inutile nella vita sociale:

“I genitori non avevano diritto di allevare i figli, ma dovevano portarli in un luogo chiamato tesche, dove gli anziani esaminavano il bambino: se lo vedevano sano e robusto ne disponevano l’allevamento e gli assegnavano in anticipo una porzione di terreno demaniale; se invece lo trovavano gracile e malfatto, ordinavano che fosse gettato in una voragine del monte Taigeto, detta Apotete. Non conveniva infatti né alla polis né al bambino stesso che fosse lasciato crescere per restare sempre debole e dal fisico infelice. […]” (Plutarco, Le vite).

Questo pensiero col passare dei secoli, anche grazie ai valori propugnati dal cristianesimo, quali la pietà e la protezione dei più deboli e malati, è mutato fino ad arrivare ai giorni nostri.

Le giuste definizioni

Nel 1980, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) diede una svolta decisiva alla disabilità pubblicando la “Classificazione Internazionale delle Menomazioni, delle Disabilità e degli Svantaggi Esistenziali”; in questo documento è presente la distinzione tra i termini: menomazione, disabilità e handicap.

  • La menomazione indica qualsiasi perdita o anormalità di una struttura o di una funzione fisiologica, anatomica oppure psicologica; la conseguenza pratica della menomazione è appunto la disabilità che rappresenta lo svantaggio personale che la persona disabile vive espresso in ciò che è in grado di fare o meno;
  • La disabilità fa riferimento alla perdita momentanea o permanente di alcune capacità, intese come attività e comportamenti compositi, che sono generalmente accettate come componenti essenziali della vita quotidiana;
  • L’handicap indica lo svantaggio sociale vissuto da una persona a seguito di una disabilità o menomazione. La persona con handicap, nell’incontro con l’ambiente fisico e sociale, può trovarsi in difficoltà nel muoversi nello spazio in autonomia, nell’essere indipendente nel prendere delle scelte o nel prendersi cura di sé.

Questa difficoltà del disabile si materializza ancor di più a causa della presenza delle barriere architettoniche, pertanto, negli ultimi anni, comprendendo l’importanza di eliminare questo problema, sono state attuate diverse normative. Nonostante ciò non si è ancora arrivati ad una totale risoluzione.

Possiamo individuare varie tipologie di disabilità, ed a seconda della menomazione si possono riscontrare disabilità fisiche, ad esempio distrofia muscolare, psichiche, ad esempio ritardo mentale, sensitive, ad esempio perdita della vista e dell’udito, e miste.

Dati nazionali sulla disabilità

L’ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica) negli anni 2012-2013 si è occupato della raccolta e dell’elaborazione di dati riguardanti la disabilità in Italia; sono stati stimati circa 3,2 milioni di individui, di cui 2 milioni e 500 mila anziani, più alta la quota tra le donne, 7,1% contro il 3,8% tra gli uomini. Nel Sud e nelle Isole la quota di persone con limitazioni funzionali si mantiene significativamente più elevata rispetto al resto del territorio italiano.

graficoCome viene evidenziato dalle precedenti stime, si può notare che il fenomeno della disabilità è molto presente sul territorio nazionale; nonostante ciò, molti disabili non si sentono sostenuti dall’area sociale e avvertono sulla loro pelle spesso e volentieri una sensazione di invisibilità, avendo la percezione di essere ignorati nei loro bisogni ma anche nella loro stessa esistenza.

 

Il disabile come risorsa

Precedentemente abbiamo affermato che anche nell’antichità, la disabilità non era ben vista, dall’altra parte però molti intellettuali dell’epoca, proprio grazie alle loro disabilità fisiche, intellettive, psichiche, sono riuscite ad occupare un posto di rilievo nella società.

I principi cristiani hanno influito molto sulla percezione che la società ha del disabile; essi da un lato hanno parzialmente eliminato i pregiudizi e la paura nei confronti del diverso ma dall’altro hanno introdotto una sorta di pietà che si concretizza in assistenzialismo e non in un lavoro sullo sviluppo dell’autonomia del disabile. Nonostante siamo nel XXI secolo sia lo Stato che la società mirano sempre più al guadagno e meno all’aiuto e vedono il diverso come un peso e non come una possibile risorsa produttiva. Al contrario di questa concezione, però, le persone con disabilità possono contribuire al miglioramento della società, tramite un’integrazione nel mercato del lavoro e facendole diventare utili per se stesse e per gli altri.

Possibili soluzioni

Per arginare il fenomeno delle problematiche vissute dai disabili, sarebbe necessario in un’ottica futura, ampliare i servizi di supporto all’autonomia della persona con disabilità sul territorio, in modo da affiancare le istituzioni pubbliche nella cura e nell’assistenza alla persona in base al bisogno riscontrato; è proprio per questo scopo che sono nate diverse associazioni, ognuna rivolta a determinati target di utenza, tese principalmente alla tutela dei diritti e alla promozione di una rispettosa qualità di vita della persona con disabilità.

A cura di Asad Lara, Di Giancaterino Donatella, Di Loreto Mariapia Giovanna, Genovesi Federica.

Approfondimenti

Stilo, S. (2013). La disabilità nella storia – Unità 1. Roma: Unimarconi.

La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità (2006)

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