La Vita da Anziano – Vissuti e realtà

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L’Italia è un paese di anziani, ma non un paese per anziani

La  società di oggi è in continua evoluzione ed è molto diversa da quella di cinquanta o venti anni fa. I progressi tecnologici hanno modificato completamente i nostri stili di vita, infatti oggi viviamo in un mondo in cui le informazioni viaggiano velocemente, non si riesce a stare al passo coi tempi e si rischia di “rimanere indietro”.

La situazione degli anziani nella società di oggi è sicuramente un tema importante, che riguarda una parte estesa della popolazione, l’Italia è il secondo posto al mondo per invecchiamento della popolazione, dopo il Giappone e questa è una tematica rilevante anche per il futuro, considerando che il tasso di natalità è sempre più in diminuzione.

Ai giorni nostri è mutata la condizione stessa dell’essere anziano; i sessantenni, quelli che fino a pochi anni fa erano considerati anziani, oggi non lo sono più, proprio grazie all’allungamento della vita che è sempre più longeva, vivono nel pieno delle loro forze, spesso ben inseriti nella realtà quotidiana, del lavoro e della famiglia; questo avviene proprio grazie al miglioramento della qualità della vita e all’evoluzione della scienze, della medicina e della tecnologia e questa sicuramente non è  una problematica. È proprio di pochi giorni fa, infatti, la notizia che arriva dal Congresso Nazionale della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), rispetto all’alzamento della età in cui ci si può considerare anziani da 65 a 75 anni.

Soglie statiche o dinamiche?

Diventare anziani è un passaggio tanto importante quanto difficile nella vita di ogni essere umano, entrare a far parte della “terza età” non è semplice. Spesso si sente parlare dell’inizio della terza età come se l’arrivo della vecchiaia fosse un processo che avviene da un giorno all’altro, ma in realtà esso non è un dato universale anche perché varia non solo da un Paese all’altro ma cambia anche da individuo a individuo. L’invecchiamento è un processo lento e graduale accompagnato da cambiamenti, sia psicologici sia fisici e gli anziani tendono, proprio a causa di questi cambiamenti, ad avere maggiore bisogno di assistenza.

La maggior parte delle persone nello stabilire quando si diventa anziani, ragiona attraverso delle soglie statiche fissate al 65esimo anno di età ma è decisamente più opportuno considerare delle soglie dinamiche di vecchiaia e a sancire il passaggio all’età anziana sono per lo più delle tappe, ovvero l’uscita dei figli da casa, l’uscita del mercato da lavoro, la nascita dei nipoti, la perdita del coniuge e il peggioramento delle condizioni di vita.

Come la società vede l’anziano

Nella società odierna l’anziano viene visto in maniera negativa, diventando soggetto di pregiudizi e considerato inattivo, non in grado di contribuire al benessere della società.

Molti di questi pregiudizi derivano proprio dai giovani che non comprendono l’importanza e il valore degli anziani nella loro vita, infatti si stanno perdendo molti valori, in particolare quello del rispetto degli anziani che da sempre appartiene al senso comune. Purtroppo capita di assistere a delle scene sgradevoli nelle quali i giovani prendono in giro gli anziani o non li aiutano nei momenti di difficoltà, anche in piccole azioni quotidiane. Bisogna evidenziare come il patto intergenerazionale si stia disgregando nonostante sia un’opportunità per imparare cose nuove, sia per gli anziani e sia per i giovani; per quest’ultimi poiché possono apprendere un qualcosa che potrebbe esser utile loro un domani e per gli anziani perché possono ricevere delle conoscenze moderne, come l’uso delle nuove tecnologie.

Inoltre, ponendo importanza all’invecchiamento, il professor Raffaele Antonelli Incalzi, presidente nazionale della SIGG, sostiene che il vero strumento di sicurezza per chi invecchia è avere intorno dei giovani, mentre al contrario si invecchia male in una società di vecchi.

Come trascorrere le giornate

Gli anziani hanno tantissimo tempo libero da impiegare infatti, spesso, è proprio il pensionamento una causa di destabilizzazione poiché passano da giornate organizzate sempre in un certo modo ad avere la maggior parte del tempo libero. Tutto ciò può provocare uno stato di smarrimento piuttosto che dare un senso di libertà. In casi estremi, questo può portare a un distacco dalla società e dalla realtà dell’anziano che non riesce a trovare il suo “posto” nel mondo e a sentirsi parte integrante della società, sperimentando una sensazione di solitudine. La problematica maggiore dell’invecchiamento sono i problemi legati alla salute; piccoli acciacchi, si fa fatica a salire le scale o anche a camminare, ci si dimentica alcune cose.

Oltre ai problemi fisici, possono presentarsi anche problemi psicologici o sociali e la soluzione migliore è quella di cercare di mantenere le relazioni sociali, pertanto molti anziani si dedicano a un hobby, oppure iniziano a far parte della vita politica o occupano il loro tempo nel volontariato, e nella maggior parte dei casi aiutano i loro figli a gestire impegni lavorativi e famiglia stando coi loro nipoti creando un legame importante per la crescita dei nipoti e al contempo ideale per la loro salute.

Legame coi nipoti

I nonni hanno tutto il tempo per ascoltare i loro nipoti e il tempo è sicuramente il dono più prezioso; il bambino ha bisogno di qualcuno che gli dia attenzione per lo sviluppo della sua personalità e insieme nonni e nipoti possono svolgere tantissime attività, dal giocare, al mangiare, all’aiutarli nello studio, ad occuparsi l’uno dell’altro. Il rapporto tra nonni e nipoti è benefico per entrambe le parti e il ruolo svolto dai nonni non è più solo essere depositari di cultura e saggezza ma rappresentano anche un varco con  un passato molto diverso e ciò aiuta i nipoti a superare le barriere culturali, ad aprire la propria mente, imparando a capire ciò che è diverso, ma anche le loro origini, in un’ottica transgenerazionale. Inoltre, questo rapporto rappresenta anche un mantenimento del senso di legame famigliare, integrando le relazioni tra le generazioni e mantenendo attivo lo scambio di solidarietà e di conoscenza fra i membri della famiglia.

Possibili soluzioni

Da queste riflessioni, è evidente che viviamo in una società dove ci si aspetta di vivere a lungo e in salute ma gli anziani devono comunque fronteggiare delle problematiche anche rilevanti; è necessario non distogliere l’attenzione da questa tematica perché ci riguarda tutti, sia direttamente che indirettamente.

Bisogna impegnarsi ad attivare soluzioni che possano aiutare chi è in difficoltà, arrivando a parlare sempre più di inclusione piuttosto che di esclusione e soprattutto occorre una rivalutazione del “ruolo” delle persone anziane comprendendo l’aiuto concreto che potrebbero dare invece di lasciarle ai margini della società.

A cura di Genovesi Federica

 

Approfondimenti:

https://www.konemotus.it/blog/problemi-degli-anziani-nella-societa-oggi/

http://www.ilcronista.org/

http://www.korian.it/nonni-e-nipoti/

 

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