L’utilizzo degli interventi artistici come trattamento per migliorare la cognizione nei pazienti con demenza lieve

La complessità e la difficoltà della demenza sensile causa isolamento sociale e familiare negli anziani poiché accompagnati dallo stereotipo del “non c’è nulla da fare”. La maggior parte dei sintomi comportamentali e delle perdite funzionali possono derivare da uno squilibrio tra le capacità di un individuo affetto da demenza e le esigenze ambientali. Nonostante la difficoltà della malattia, sarebbe utile evitare di abbandonare i malati nel completo isolamento e cercare di ricreare un rapporto tra la persona e la sua storia familiare, comprendendo il suo linguaggio verbale e non verbale, favorendo il riappropriarsi del significato della propria vita attraverso l’uso di un approccio personalizzato e multidisciplinare.

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Un possibile miglioramento delle condizioni sia psichiche che fisiche dell’anziano affetto da demenza, lo si può ottenere non solo attraverso l’attività di stimolazione cognitiva o attraverso i farmaci, nei casi che li richiedono, ma anche attraverso tecniche di art-therapy. Essa è una tecnica terapeutica non verbale che utilizza materiali artistici, ed è stata riscontrata utile a rendere più accessibili quei vissuti che, le persone affette da demenza, non riescono ad esprimere a livello verbale. L’art-therapy comprende numerose tipologie, a seconda del tipo di attività svolta. Ma tra gli approcci più usati vi sono la musicoterapia, la quale utilizza i suoni che possono essere utilizzati come strumento per la comunicazione fra paziente e terapeuta, o tra paziente e caregiver, e la pittura, la quale attraverso l’uso dei colori risulta molto utile per contrastare la depressione legata alle demenze, inoltre essa stimola l’identità personale di ogni individuo, valorizzando le sue potenzialità residue.

Tenendo in considerazione la forma pittorica dell’art-therapy, sono numerosi gli studi che ne hanno riscontrato la sua utilità. Recentemente sono stati effettuati degli interventi riabilitativi proposti all’interno di musei, in particolar modo sono famosi gli interventi effettuati al Musem of Modern Art (MoMA) di New York, nel 2006. In questa esperienza, una volontaria specializzata ha guidato gli spettatori, anziani affetti da demenza senile, nell’osservazione dei dipinti del museo, facendo nascere, tra gli osservatori, conversazioni di argomenti anche antichi e provocando la rievocazione di ricordi vividi. Dai risultati riscontrati si è compreso come tale esperienza possa suscitare notevoli vantaggi: inclusione sociale, stimoli intellettuali ed emotivi, esperienze suggestive per le persone affette da demenza e nuovi spunti di discussione per i caregivers. Tale esperienza ha fornito un ambiente accogliente e stimolante agli anziani che ha permesso un senso di appartenenza e di condivisione.

Il MoMA di New York è stato poi seguito dal National Museum di Liverpool nel 2014 e sono state avviate anche molte esperienze in Italia, presso il Museo Marini di Firenze e le Gallerie d’Arte Moderna di Roma e Palermo. L’intento di queste esperienze non è quello di curare o di migliorare le persone affette da demenza, ma quello di far vivere loro la gioia e il piacere del momento, un momento che si può condividere anche con altre persone.

Dallo studio condotto da Pongan Elodie et al. (2017), del Memory Clinical and Research Center of Saint Etienne (CMRR) Neurology Unit, University Hospital of Saint Etienne, Saint Etienne, France, è emerso che sia il canto che la pittura possano migliorare le condizioni di vita dei pazienti affetti da demenza. Tale studio è stato condotto su 59 pazienti affetti da Alzheimer lieve i quali, per la durata di 12 settimane, sono stati sottoposti ad attività di canto e di pittura. Le abilità cognitive sono state valutate sia prima che dopo l’intervento ed è emerso che sia gli interventi di canto che quelli di pittura hanno portato ad una significativa riduzione del dolore, dell’ansia, ad un miglioramento della qualità della vita e ad un miglioramento dell’intervallo di cifre. Dai risultati è possibile dedurre che entrambe le attività, canto e pittura, sono in grado di ridurre il dolore e migliorare l’umore, la qualità della vita e la cognizione nei pazienti con demenza lieve, con effetti differenziali nella pittura sulla depressione e nel canto sulle prestazioni della memoria.

Junyu Zhao e colleghi, della School of Nursing, Fujian Medical University, nel 2018 hanno condotto uno studio con persone anziane affette da decadimento cognitivo lieve, ad alto rischio di demenza, sottoposte ad un programma di espressione creativa per la durata di 16 settimane. Confrontando i punteggi ottenuti dai soggetti dello studio con persone, aventi lo stesso problema, ma alle quali è stato somministrato un normale allenamento cognitivo, i punteggi più alti apparivano nel primo gruppo. Da tali risultati, gli studiosi hanno dedotto che la terapia ad espressione creativa ha maggiori effetti positivi sulle funzioni cognitive e sulla capacità di vita quotidiana rispetto al normale allenamento cognitivo. Tale terapia, infatti, potrebbe servire come complemento costo-efficacia per gli interventi standard per gli anziani con lieve deficit cognitivo.

L’arte attraverso il suo caleidoscopio di stimoli, solitamente non verbali, agisce sul paziente affetto con demenza perché riattiva sinestesicamente la percezione sensoriale che caratterizza le prime esperienze di ogni essere umano. Tale riattivazione, accompagnata ad una stimolazione neuro-cognitiva, permette la stimolazione di aree che erano state dimenticate, a causa della malattia, a livello sensoriale. Il risultato, inoltre, non è legato solo ai livelli lievi di demenza, ma anche ai livelli più gravi, poiché nonostante la compromissione del linguaggio e della comprensione, il corpo diventa veicolo di comunicazione finalizzato alla creazione di una matrice relazionale.

L’art-therapy permette di unire, all’interno della terapia, il ricordo e l’espressione personale, aiutando così i pazienti non solo a ricordare, ma anche a convalidare la loro realtà attuale.

Dott.sa Giulia Carlotta Guerra

Bibliografia:

 Junyu Zhao, H ong Li, Rong Lin, Yuan Wei, Aiping Yang, Effects of creative expression therapy for older adults with mild cognitive impairment at risk of Alzheimer’s disease: a randomized controlled clinical trial, School of Nursing, Fujian Medical University, Fuzhou 350108, People’s Republic of China; 2Department of Nursing, Fujian Provincial Hospital, Fuzhou 350001, People’s Republic of China, 2018

Pongan E, Tillmann B, Leveque Y, Trombert B, Getenet JC, Auguste N, Dauphinot V, El Haouari H, Navez M, Dorey JM, Krolak-Salmon P, Laurent B, Rouch I LACMé Group, Can Musical or Painting Interventions Improve Chronic Pain, Mood, Quality of Life, and Cognition in Patients with Mild Alzheimer’s Disease? Evidence from a Randomized Controlled Trial, 2017

Jennie L. Wells, MD, Jamie A. Seabrook, MA, Paul Stolee, PhD, Michael J. Borrie, MB, ChB, Frank Knoefel, MD, State of the Art in Geriatric Rehabilitation. Part I & II: Clinical Challenges, 2003

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