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La comunicazione con individui affetti da demenza Alzheimer- alcuni consigli per poter comunicare con un pazie

2021-04-22 13:49

Dott.ssa Simona Coccia

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La comunicazione con individui affetti da demenza Alzheimer- alcuni consigli per poter comunicare con un paziente Alzheimer (AD)

Articolo a cura della Dott.ssa Simona Coccia, Laureata in Psicologia clinica e della salute

"Possiamo avere tutti i mezzi di comunicazione del mondo, ma niente, assolutamente niente, sostituisce lo sguardo dell’essere umano."


(Paulo Coelho)

 

 

Il termine “comunicazione” sta ad indicare lo scambio di informazioni tra individui e permette la trasmissione di conoscenze di generazione in generazione.

L’individuo trasmette informazioni, sentimenti e idee agli altri non solo mediante il linguaggio (comunicazione verbale) ma anche mediante il corpo (comunicazione non verbale).

Nel caso in cui un nostro caro si trova a vivere una patologia di demenza la comunicazione con gli altri e in particolare con il caregiver può essere compromessa e quindi possono emergere diverse difficoltà.

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Le persone con demenza quando non riescono a comunicare le proprie emozioni, i propri bisogni o a comprendere ciò che dicono gli altri, si sentono frustrate e sperimentano sensazioni di inadeguatezza e di disagio. All’inizio la difficoltà di non riuscire a comunicare può essere limitata o sporadica, con un impatto limitato sulla qualità della vita.

Una volta che la malattia segue il suo decorso, comunicare può diventare sempre più difficile: queste difficoltà sono devastanti non solo per il paziente ma anche per il familiare o caregiver.

La malattia di Alzheimer è connessa ai disturbi della comunicazione, infatti l’anziano affetto da demenza (AD) fa fatica a ricordare le cose, a pensare, a prendersi cura di se stesso e a comunicare con gli altri.

È importante già nei primi stadi della malattia poter mettere in atto una serie di strategie con lo scopo di mantenere viva più a lungo possibile la comunicazione tra paziente e caregiver. Quest’ultimo deve ricordarsi che prendersi cura del proprio caro affetto da Alzheimer vuol dire anche accompagnarlo lungo il cammino di progressivo deterioramento, saperlo ascoltare e soprattutto capire i suoi bisogni.

Il caregiver può migliorare le sue capacità comunicative per due motivi:

●       Per migliorare la qualità del rapporto con il proprio caro;

●       Per rendere la vita meno stressante sia per se stesso che per il proprio caro.

                                           

Alcuni consigli per poter comunicare serenamente con individui affetti da demenza di Alzheimer sono:

1.      Catturare l’attenzione della persona limitando distrazioni e rumori, adottare uno stato    d’animo positivo per poter interagire con l’anziano, parlare in modo piacevole e rispettoso con tono di voce pacato. Mostrargli affetto con espressioni facciali e contatto fisico.

2.      Usare un linguaggio fatto di frasi e parole semplici, non alzare la voce, parlare lentamente con tono rassicurante. Se non riesce a comprendere il messaggio comunicato bisogna ripeterlo aspettando qualche minuto.Non usare i pronomi (lui, lei) bensì i nomi delle persone e i nomi dei luoghi.

                                                             

 

In conclusione, è importante ricordare che vanno assolutamente evitate durante la    conversazione con una persona affetta da demenza Alzheimer le frasi negative, le frasi ironiche, le battute e i giochi di parole.

Attraverso questo articolo si vogliono mettere in evidenza i punti salienti da tenere a mente quando si vuole conversare con un anziano affetto da demenza ovvero cercare di creare una relazione basata sull’empatia (capacità di mettersi nei panni dell’altro) e che siamo sintonizzati con lui in modo tale da farlo sentire a suo agio.

 

 Bibliografia

 Lai G., La comunicazione felice, Il Saggiatore, Milano, 1985

 

  A cura della dott.ssa Simona Coccia laureata in Psicologia Clinica e della salute

 

 

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